| Con sentito Cordoglio, il CPMA. | |
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Addio........Gli ultimi mesi del difficile anno che ci siamo lasciati alle spalle si sono portati via con sé due figure importantissime della storia del Pastore Maremmano- Abruzzese.
A distanza di brevissimo tempo ci hanno lasciato la Principessa Anna Corsini e la Dott.ssa Franca Bottini Terruzzi.
La Dott.ssa Terruzzi, storica allevatrice con l’affisso “Maremma”, iniziò la selezione del pma tra gli anni 40 e 50 a Botticino Sera, in provincia di Brescia, ottenendo, nel corso degli anni un’innumerevole serie di campioni; nel 1953 si fece promotrice della costituzione del Circolo del Pastore Maremmano-Abruzzese, ottenendone il riconoscimento da parte dell’Enci e divenendone Presidente per circa vent’anni. Quindi se oggi siamo qui a scrivere, ad arrabbiarci nei consigli e nelle assemblee, a cercare di lavorare per il bene della razza, grande merito va riconosciuto alla compianta dott.ssa Terruzzi.
Quando si dice Corsini si parla di uno dei simboli del pastore maremmano-abruzzese, almeno nella sua storia moderna. Se tutti riconoscono nella terra d’Abruzzo la culla della nostra razza, nessuno potrà mai negare che la rivalutazione, l’allevamento e l’introduzione nel mondo della cinofilia ufficiale del pma si deve al lavoro appassionato e capillare di recupero dei soggetti dal mondo pastorale, dei Principi Corsini, Tomaso- a cui si deve tra l’altro una delle più belle definizioni del maremmano-abruzzese- e la sorella Donna Anna che ad ottobre è venuta a mancare. Il ricordo della principessa, oltre ad i cani delle Vergherie, è legato a quelle ultime domeniche di ottobre di ogni anno in cui si celebrava il rituale del raduno alla Fattoria Renacci: l’arrivo prestissimo, con l’erba ancora colma di brina, poi la colazione con i panini ed il vino, la benedizione dei cani, il doppio ring, la tensione per la gara che gradualmente si scioglieva tra il profumo dei piatti fumanti nel grande pranzo finale, le premiazioni ed in regalo ad ogni espositore la bottiglia di Chianti Gallo Nero, con stampata la foto di un maremmano-abruzzese. A sovrintendere Lei, con il suo trucco improbabile, le scarpe troppo grandi e l’ombrellino all’occorrenza, che accoglieva tutti con la gentilezza e la signorilità che il suo rango le imponeva. Ora Lei non c’è più e un pezzo di storia del Maremmano-Abruzzese non è più su questa terra.
Il Circolo partecipa al dolore dei parenti delle estinte e annuncia che, nei prossimi raduni, si istituiranno premi speciali in onore delle scomparse, per mantenerne vivo il ricordo nelle menti degli espositori ed appassionati.
Antonio Grasso.
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