Progetto pilota E.N.C.I.

Nell’ambito del settore lavoro e visto il  crescente interesse dell’ opinione pubblica verso i fatti di cronaca soprattutto in Toscana, dove si assisteva alla crescente presenza dei lupi con gli allevatori sempre più esasperati dai continui attacchi da parte del predatore con ingenti perdite di bestiame, il CPMA voleva intervenire in qualche  modo in quelle zone al fine di aiutare gli allevatori e mettendo nello stesso tempo in evidenza  le doti naturali di difensore che il nostro cane possiede.

Così facendo, si pensò di coinvolgere ENCI con un progetto ad hoc che prevedesse l’introduzione di cani certificati al lavoro a titolo gratuito.

Prende così vita quello che poi è divenuto il Progetto Pilota da svilupparsi in 2 anni,

La difesa delle greggi mediante l’utilizzo del cane da pastore maremmano abruzzese in aree caratterizzate da alto rischio di predazione e forte sviluppo turistico”,

Interamente finanziato da ENCI per un importo di Euro 36.000,00, realizzato e gestito dal CPMA e che vedeva interessate alcune aziende agricole della Provincia di Grosseto.

Così Il 29 Ottobre 2016 presso la sede di Legambiente sita in Grosseto Loc Enaoli, si svolgeva il primo incontro di presentazione del Progetto Pilota ENCI/CPMA per l’utilizzo del cane da Pastore Maremmano Abruzzese a difesa delle greggi in aree ad alto rischio di predazione e forte sviluppo turistico.

All’incontro erano presenti per il CPMA il Responsabile del Settore Lavoro Sig. Grossi Valter, il Segretario del CPMA Mauro Di Fonzo (come previsto dal protocollo del progetto) ed il Consigliere Nazionale CPMA Chiara Castellucci, mentre per Legambiente il Dott. Morabito, la Dott.ssa Bicocchi e il Dott. D’Apolito.

Dopo una prima parte in cui sono state spiegate le varie fasi del progetto e le sue finalità e dopo aver risposto alle domande poste, si decideva di procedere chiamando le associazioni di categoria e stilando un bando di gara per individuare le aziende idonee, ma prima di poter proseguire era necessario un secondo incontro a cui avrebbero preso parte i rappresentanti del progetto Life Medwolf e DifesAttiva perchè già presenti sul territorio, e con i quali sarebbe stato necessario coordinarsi per poter attuare il nostro progetto  Pilota.

Detto incontro si svolgeva il giorno 27 Gennaio 2017 presso la sede della CIA di Grosseto e vi prendevano parte, oltre ai rappresentanti del CPMA e di Legambiente, anche la Dott.ssa Salvatori per Life Medwolf, la Dott.ssa Vielmi per DifesAttiva e il Sig. D’Amato per la CIA.

Presentato e spiegato il progetto ci siamo sentiti rispondere senza troppi complimenti che il lavoro proposto non era ben visto perché in alcuni punti troppo simile al lavoro che loro stavano svolgendo sul territorio (senza tener conto del fatto che loro utilizzavano cani meticci e senza alcuna garanzia sulla salute degli stessi per patologie genetiche) e perché avremmo “sfruttato ” tutta la fatica che loro avevano fatto per vincere la naturale reticenza degli allevatori della provincia di Grosseto  nell’utilizzo dei cani da guardiania.

Non avendo lasciato alcuno spazio aperto alla collaborazione siamo stati costretti a cercare altrove un luogo dove poter avviare il progetto.

Subito dopo i responsabili CPMA previsti dal progetto, si sono messi all’opera per cercare di trovare una soluzione a questo difficile problema; con la collaborazione del Dott. Duccio Berzi, Agronomo Forestale specializzato in conservazione e gestione della fauna selvatica e grazie al quale siamo riusciti a trovare uno spazio per poter attuare il progetto, sono state individuate delle aziende agricole disposte a collaborare e quindi ad accettare in cessione gratuita i cuccioli a poche decine di Km dal luogo originario previsto dal progetto e ricadenti sempre nella provincia di Grosseto ed i primi paesi della Provincia di Pisa;
Risolutiva è stata la collaborazione con  A.R.A.T. (Associazione Regionale Allevatori della Toscana), suggerita dalla stesso Dott. Berzi e grazie alla quale è stato possibile presentare il progetto a tutti i loro affiliati.

E’ grazie al lavoro già svolto precedentemente dallo stesso Berzi che siamo riusciti a documentare che, la nuova zona interessata, aveva le medesime caratteristiche previste dal progetto stesso, con particolare riferimento alla presenza del lupo ed all’incidenza degli attacchi da predatori sul bestiame domestico, quindi del tutto compatibile con ciò che prevedeva il progetto originale.

Alla luce di quanto sopra esposto è chiaro che l’inizio del progetto ebbe dei forti rallentamenti  in fase iniziale. La cessione dei primi cuccioli avvenne ad inizio 2018, quindi si rendeva necessaria una proroga dei termini di chiusura dello studio, peraltro subito accordati da ENCI, e fissati per l’anno 2020.